Startup in rosa

Le startup sono in continua crescita in tutto il mondo ricoprendo settori più svariati, dalla moda all’alimentazione alle tecnologie (Con il termine startup si identifica la fase iniziale per l’avvio di una nuova impresa).

Il sito energiesensibili.it ha pubblicato i recenti dati in cui si evince che le startup femminili siano in forte espansione, qui di seguito riporto dalle loro pagine le informazioni utili.

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Roma, 23 Febbraio 2015

Le imprenditrici del futuro secondo Girls in Tech Italy. Anna Sargian: “Nel nostro Paese il 10% delle nuove aziende è guidato da trentenni amanti dell’innovazione. Tuttavia, bisogna ancora superare alcune barriere culturali”.

Ha all’incirca trent’anni, risiede per lo più nel Nord Italia e si occupa di digitale. È questo il ritratto della startupper italiana tipo di nuova generazione, secondo quanto emerge dall’edizione 2015 di “Official Female Founders in tech – Italy list” di Girls in Tech, il social network enterprise di origine statunitense, che da qualche anno è sbarcato anche nel Belpaese, sottolineando come le nuove tecnologie si tingano sempre più di rosa, nonostante difficoltà e problemi di natura culturale prima ancora che innovativa. Ma a che punto siamo nel rapporto tra donne e tecnologia?

DALLA SILICON VALLEY A MILANO ANCORA POCHE DONNE NEL SETTORE TECNOLOGIA

A guardare da vicino il mondo dell’Information technology, sono ancora poche le donne che occupano posti di un certo livello. Non si tratta di una arretratezza solo italiana. Persino nella culla dell’innovazione globale, nella Silicon Valley californiana, non mancano lediscriminazioni.  Eppure, secondo dati del 2014, all’Università di Berkely per la prima volta nella storia le donne hanno superato gli uomini in termini di numero di iscritti al corso di Computer Science, mentre Quartz ha fatto sapere che non c’è differenza di stipendio tra uomini e donne nel settore tecnologico nelle grandi aziende nella contea di Santa Clara. Segno che l’inversione di tendenza è imminente e che le signore non si accontentano solo di guardare e supportare i propri colleghi, ma vogliono diventare le vere protagoniste delfuturo digitale.

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COSA SUCCEDE IN ITALIA?

Non si hanno dati certi della situazione nel nostro Paese, anche se Girls in Tech Italy ha stimato che attualmente circa il 6% delle startup nostrane siano fondate da donne. “Noi abbiamo elaborato una lista di 86 nomi – racconta a Energie Sensibili Anna Sargian, Managing Director della versione italiana del gruppo globale nato negli Usa nel 2007 -. Si tratta di donne che guidano nuove attività imprenditoriali con successo, anche se ne sono molte di più, circa 300. Le percentuali, come si vede, non sono tuttavia altissime, ma d’altronde anche nel resto del mondo sono rari i casi in cui si supera il 10%. Gli ambiti in cui operano sono i più diversi, dal digitale al mobile, dal design alla moda e all’agroalimentare”.

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DONNE E TECONOLOGIA: SUPERARE LE BARRIERE CULTURALI

Perché i dati rispecchino una situazione difficile è presto spiegato. “In primo luogo, si tratta di una questione legata alla formazione – continua Sargian -. Nel settore delle startup si insiste sulla tecnologia, per cui serve un forte background scientifico, ma è difficile trovare all’interno delle nostre università un gran numero di ragazze che si avvicinano a queste facoltà. A ciò si accompagna anche una componente culturale e siamo indirizzati fin da piccoli verso studi “di genere”, per cui non si trovano in giro molte donne ingegnere. Molto spesso sono le donne stesse che pensano di non essere in grado di competere con l’altro sesso che popola in maniera massiccia il settore tech. C’è bisogno di un cambiamento di mentalità: riusciremo ad ottenere qualche risultato quando non si parlerà solo didiscriminazione e il dibattito sarà incentrato sul merito al di là delle differenze di genere”.

Per approfondire: Imprese femminili, in crescita under 35 e il settore sociale

Voi cosa ne pensate? Volete buttarvi in questa nuova avventura?

Attendo i vostri commenti.

Laura

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